Ci siamo riusciti, siamo passati.
Abbiamo battuto forse la squadra più forte dell’intero Europeo, zittendo tutti quei rosiconi che non avrebbero scommesso un euro sul nostro gruppo.
Abbiamo giocato una partita perfetta sotto l’aspetto tecnico, tattico ma soprattutto emotivo. Un rigore dubbio ci ha fatto tremare ma forse è meglio così: soffrire, urlare, tenerci stretti con sconosciuti e col fiato sospeso fino al 95esimo sono sensazioni che non si dimenticano.
La Nazionale riesce nell’impresa di fare unire un popolo intero come nessun’altra cosa. Quello “stupido” sport, forse, tanto inutile non è.
E andiamo oltre l’immortalità e perfezione del nostro muro difensivo, dei nostri Bonucci e Chiellini. Due leggende che hanno retto di tutto, annullando completamente Lukaku, caricando e motivando ogni singolo compagno. Andiamo oltre le mani di Donnarumma, il tiro a giro di Insigne, l’intelligenza tattica di Jorginho e la voglia matta di vincere di Chiesa.
Oltre c’è tutt’Italia che, ieri, tremava e s’abbracciava. Bambini, adulti e anziani erano un unico coro.
Ieri tutt’Italia s’emozionava e sognava. Non erano solo brividi lungo la schiena, erano lacrime che scendevano in ricordo di “notti magiche” che sono finalmente tornate. Tornate per noi, per loro, per tutti.
Adesso ci aspetta un’altra battaglia contro coloro che, negli ultimi anni, troppo spesso ci hanno fatto male. E allora: Forza Azzurri, Forza Italia! Torniamo a cantare con orgoglio l’inno al Wembley, senza mai smettere di sognare.
Torniamo a Wembley, non svegliateci!